Nimue Smit su moda, sostenibilità e dieci anni al vertice

Con una laurea in sanità pubblica con indirizzo pre-medicina, Nimue Smit riesce a bilanciare con naturalezza intelletto e creatività, viaggiando in tutto il mondo per seguire le sfilate durante le Fashion Week internazionali. Questo mese, la modella olandese appare sulla copertina di Harper’s Bazaar, segnando un altro traguardo in una carriera iniziata dieci anni fa, quando fu scoperta su Hyves. Solo un anno dopo ha sfilato per Prada, si è trasferita a New York e ha costruito progressivamente un curriculum che oggi include Chanel, Dolce & Gabbana e Louis Vuitton. Tornata nei Paesi Bassi, Nimue riflette sul suo percorso, sul suo guardaroba e sul rapporto in continua evoluzione con l’industria della moda.

Guardando al passato, Nimue afferma che il suo più grande motivo di orgoglio è la longevità. Resistere per dieci anni nel mondo della moda non è cosa da poco, soprattutto in un settore noto per la sua intensità e i continui cambiamenti. In qualità di modella rappresentata da importanti agenzie di moda, ha vissuto in prima persona alti e bassi. Tra i momenti più recenti spicca un editoriale per Prada scattato da Willy Vanderperre, un’ispirazione alla Audrey Hepburn che lei descrive come cinematografica e profondamente significativa.

Nonostante un portfolio impressionante, la lista dei desideri di Nimue è tutt’altro che completa. Sogna di partecipare a una campagna beauty, cosa che non ha ancora fatto, e spera di lavorare di nuovo con creativi visionari come Tim Walker. Per lei, il modeling non riguarda solo i successi passati, ma la continua esplorazione di nuove forme di espressione.

La sostenibilità rimane però una sfida complessa. Nimue è sincera nel raccontare quanto sia difficile vivere in modo sostenibile come modella professionista. Viaggi continui, casting e le aspettative della sua agenzia newyorkese spesso entrano in conflitto con ideali eco-consapevoli. Ciononostante, fa scelte deliberate: acquista abiti di seconda mano, prende in prestito vestiti, limita il consumo di carne e latticini, riduce l’uso della plastica e ha persino installato un tetto verde per sostenere la biodiversità. Piccoli gesti costanti che riflettono il suo impegno per un cambiamento concreto.

La sua critica all’industria della moda è altrettanto onesta. Nimue ritiene che il sistema produca troppo e sposti le responsabilità, invece di affrontare il proprio impatto sulle persone e sul pianeta. Pur riconoscendo segnali di progresso e motivi di speranza, sottolinea che un cambiamento reale richiede molta più responsabilità da parte di brand, agenzie di moda e creativi.

Per quanto riguarda lo stile personale, Nimue evita la fast fashion e punta su qualità, etica e durata nel tempo. Molti dei suoi capi preferiti hanno un valore affettivo o provengono dal mercato dell’usato, dimostrando che i vestiti possono continuare a vivere attraverso le storie e la reinvenzione. Questa filosofia si riflette anche nei suoi interni, dove mobili vintage e oggetti recuperati trovano una nuova vita anziché diventare rifiuti.

La comunità è diventata centrale anche nella sua vita da modella. Attraverso Model Mafia, un collettivo di modelle e attivisti, Nimue usa la sua voce per promuovere sostenibilità, sicurezza e solidarietà in una professione spesso solitaria. Dalle marce per il clima alle conversazioni influenzate dal movimento #MeToo, crede che la connessione sia fondamentale per creare un ambiente di lavoro più sano per le generazioni future.

Dopo dieci anni nel mondo della moda, Nimue Smit non è solo una modella di successo, ma anche una critica attenta e un’agente di cambiamento. Guardando al futuro, spera che Model Mafia metta radici ad Amsterdam e lasci un impatto positivo duraturo. Che resti nella moda o che un giorno passi al settore sanitario, il suo percorso dimostra che il modeling può essere una piattaforma non solo di bellezza, ma anche di scopo e progresso.
October 27, 2020