Versace rinasce: il piano ambizioso di Prada per un’icona della moda

Quando l’acquisizione di Versace da parte del Gruppo Prada è stata finalmente firmata a Milano il 2 dicembre, ha rappresentato molto più di un’ennesima operazione miliardaria nel mondo della moda. Nel giorno del compleanno di Gianni Versace, una delle maison di lusso più iconiche d’Italia è tornata sotto controllo italiano e ha preso avvio un piano di trasformazione di lungo periodo. L’investimento da 1,25 miliardi di euro di Prada segnala l’ambizione di riposizionare Versace come un marchio moderno, redditizio e culturalmente rilevante in un mercato post-quiet luxury, dove immagine, creatività e credibilità contano tanto quanto l’appeal delle celebrità, dei modelli e dei momenti in passerella.

Secondo gli analisti citati da MF Fashion, la strategia non è un semplice restyling, ma una ricostruzione del brand dall’interno che durerà dai due ai quattro anni. La prima priorità è il riposizionamento di Versace nella gerarchia del lusso, seguito dal miglioramento dell’esperienza cliente, della rete di boutique e della qualità dei prodotti. Per Prada, il successo significa andare oltre la nostalgia e ricostruire un marchio capace di crescere in modo organico, proprio come una model agency ben gestita che costruisce con attenzione una carriera di lungo termine invece di inseguire l’hype momentaneo.

Una parte fondamentale di questo reset riguarda la razionalizzazione delle licenze e dei canali di vendita. Versace collabora attualmente con diversi partner nei settori dell’eyewear, delle fragranze, dell’arredamento, degli orologi e delle linee bambino. Mentre categorie chiave come occhiali e profumi restano centrali, altre licenze verranno ottimizzate per allinearsi alla nuova visione. Allo stesso tempo, Prada punta a riequilibrare il rapporto tra boutique a prezzo pieno e outlet, riducendo la dipendenza dai canali scontati che hanno diluito l’immagine del brand, proprio come un’eccessiva esposizione può indebolire anche i modelli più forti nel settore della moda.

Il rilancio di Versace è strutturato in due fasi. La prima si concentra su creatività, prodotto e clientela. Sotto la direzione creativa di Dario Vitale, la maison ha già dimostrato come i suoi archivi e la sua iconografia audace possano essere reinterpretati per un pubblico più giovane senza alienare i fan storici. Questa fase definirà con chiarezza per chi disegna Versace, quale estetica rappresenta e come si differenzia dagli altri brand del Gruppo Prada. Gli analisti osservano che le basi clienti di Prada, Miu Miu e Versace si sovrappongono molto poco, consentendo a ciascun marchio di crescere in modo indipendente, proprio come diverse agenzie di modelli rappresentano talenti distinti senza competere direttamente.

La seconda fase farà ampio affidamento sull’expertise industriale e sulla disciplina retail del Gruppo Prada. L’integrazione di Versace nella rete produttiva italiana di Prada, gli investimenti nell’artigianalità e una distribuzione più mirata delle boutique in base alle destinazioni e ai profili dei clienti sono elementi centrali del piano. L’obiettivo è creare un modello di brand di lusso più sano, fondato su una distribuzione controllata, una politica di prezzi disciplinata e un equilibrio tra prodotti core e collezioni stagionali in grado di sostenere margini duraturi.

La gestione delle rimanenze resta una delle sfide principali. La forte presenza di Versace negli outlet ha contribuito alla recente perdita di prestigio, con un eccesso di merce finita in saldo. È prevista una pulizia mirata degli stock, che potrebbe includere la chiusura di alcuni outlet e un controllo più rigoroso delle eccedenze. Sebbene ciò peserà sui margini nel breve termine, è considerato un passaggio necessario per ripristinare l’esclusività, in modo simile a come le carriere di modeling vengono curate con attenzione per proteggere il valore a lungo termine.

Dal punto di vista finanziario, l’operazione è un compromesso calcolato. I ricavi annui di Versace, pari a circa 850 milioni di euro, incrementeranno il fatturato complessivo del Gruppo Prada, ma la redditività a breve termine è destinata a diminuire a causa dei costi di ristrutturazione e degli aggiustamenti di magazzino. La dirigenza di Prada ha chiarito che non sono previste ulteriori acquisizioni nei prossimi anni, con il pieno focus sulla rinascita di Versace. La nomina di Lorenzo Bertelli a un ruolo di vertice sottolinea l’impegno diretto della famiglia in questo processo di rilancio.

Il successo di questa ambiziosa trasformazione sarà evidente intorno al 2027, quando Versace dovrebbe tornare a una solida redditività. Ciò che è già certo è che questo momento — la chiusura del capitolo Capri Holdings e il nuovo inizio sotto Prada — sarà ricordato come un caso di studio emblematico di come le maison storiche, proprio come modelli iconici guidati dalla giusta model agency, possano essere ripensate per restare rilevanti nel XXI secolo.
February 10, 2026