Una stagione moda decisiva: dove va lo stile globale
Sebbene la stagione della moda non sia ancora conclusa e le sfilate più attese debbano ancora svolgersi a Parigi, c’è già molto a cui prestare attenzione. Stiamo assistendo a una stagione senza precedenti e forse la più determinante del nostro tempo, destinata a plasmare il futuro dello stile, dell’estetica e dell’industria della moda stessa. Questo momento riguarda meno la scoperta di un nuovo modello di creatività e più l’osservazione di come i marchi affermati si stiano ridefinendo. Emergono nuove idee di eleganza, che bilanciano minimalismo e massimalismo, classicismo e sperimentazione, emozione e pura forma. Per modelle, creativi e ogni agenzia di moda attenta, queste collezioni offrono segnali chiari sulla direzione futura della moda e del modeling.

A New York, i designer hanno in gran parte giocato sul sicuro, concentrandosi su un approccio più commerciale. Pur mancando un brand capace di dettare il tono della stagione, non sono mancati momenti di rilievo. Tory Burch si è distinta elevando la propria estetica con una collezione moderna e attuale, caratterizzata da gonne a vita bassa e silhouette raffinate — capi che si traducono facilmente dalla passerella alla vita quotidiana e che risultano appetibili sia per i clienti sia per le agenzie di modelle. Anche Coach ha colpito nel segno, dimostrando ancora una volta di saper parlare alla Generazione Z, rendendosi particolarmente interessante per le modelle coinvolte in campagne rivolte ai più giovani.

Londra rimane la capitale della teatralità, dell’audacia e della ribellione romantica. In questa stagione la città è apparsa insolitamente coesa, costruendo il proprio racconto attorno alla scena musicale locale, alla cultura indie e all’estetica dei festival. Burberry, sotto la guida di Daniel Lee, continua la ricerca di una nuova identità, mentre Dilara Findikoglu è emersa come uno dei nomi più discussi. La sua sfilata è stata una celebrazione drammatica delle donne “arrabbiate”, dell’attivismo, delle eroine fantasy e di una corsetteria potente — collezioni di questo tipo diventano spesso un polo di attrazione per le modelle editoriali e per le agenzie più visionarie in cerca di volti forti ed espressivi.

A Milano, l’energia creativa ha raggiunto nuove vette. Il dialogo continuo tra minimalismo rigoroso e massimalismo senza compromessi è apparso più incisivo che mai. Il debutto di Simone Bellotti per Jil Sander ha abbracciato un purismo radicale, riportando il brand alla sua essenza attraverso geometrie pulite e rigore intellettuale. Prada, invece, ha riaffermato la propria aura potente, presentando combinazioni giocose ma sofisticate che continuano a sfidare la logica tradizionale della moda — un approccio che entusiasma costantemente l’industria globale del modeling.

La prima collezione di Demna per Gucci ha attirato enorme attenzione e una forte presenza di celebrità. Se il marketing è stato eccezionale, la collezione in sé è risultata più sobria di quanto molti si aspettassero. Al contrario, Etro, sotto la direzione di Marco De Vincenzi, ha abbracciato pienamente il massimalismo, offrendo una ricca energia bohémien, motivi etnici e uno spirito “Primavera” gioioso, perfetto per modelle da passerella espressive.

Uno dei momenti più discussi della Milano Fashion Week è stata la prima collezione Versace sotto Dario Vitale. Allontanandosi dal glamour scintillante abituale, Vitale ha attinto alle radici più profonde ed erotiche di Gianni Versace. Il risultato è stato audace, emotivo e divisivo — lodato dagli addetti ai lavori per il suo coraggio, ma accolto con reazioni contrastanti dal grande pubblico. Questo tipo di rischio creativo spesso ridefinisce il casting delle modelle e il modo in cui le agenzie ripensano i volti di un marchio.

All’estremo opposto dell’eleganza italiana si collocava Bottega Veneta, ora sotto la direzione di Louise Trotter. La sua collezione ha puntato su artigianalità, continuità e portabilità. Meno rivoluzionaria rispetto alle stagioni precedenti, è apparsa comunque sicura e senza tempo, offrendo una visione stabile che risuona con la clientela del lusso e con carriere di modeling di lungo periodo.

Mentre il mondo della moda volge ora lo sguardo a Parigi, l’ultimo capitolo di questa stagione straordinaria deve ancora essere scritto. Le prossime sfilate dovrebbero consolidare temi chiave, estetiche e direzioni che influenzeranno designer, modelle, tendenze del modeling e agenzie di moda in tutto il mondo nelle stagioni a venire.
February 03, 2026