La moda ha sempre riflesso il mondo che la circonda: la sua cultura, la sua creatività e il suo progresso tecnologico. Negli ultimi anni, il settore è entrato in una nuova fase, in cui l’innovazione non avviene più solo nei tessuti o nelle silhouette, ma anche nel modo in cui le collezioni vengono presentate e vissute. Le sfilate si stanno trasformando in performance immersive, modellate dall’intelligenza artificiale, dalla robotica, dagli ambienti digitali e dall’interattività in tempo reale. Per designer, modelli e ogni agenzia di modelle che lavora dietro le quinte, questo cambiamento sta ridefinendo l’arte del modeling e il futuro della comunicazione di moda.
Ciò che un tempo era una presentazione lineare in passerella sta diventando un’esperienza multidimensionale. I brand adottano la tecnologia non come semplice novità, ma come strumento centrale di storytelling, capace di amplificare l’impatto emotivo della moda ed estenderne la portata oltre gli spazi fisici. Poiché il pubblico consuma sempre più la moda attraverso schermi e piattaforme digitali, anche il modo di mettere in scena le collezioni deve evolversi di conseguenza. Questa trasformazione sta influenzando il modo in cui i modelli si esibiscono, come le agenzie di modelli selezionano i talenti e come il mondo della moda si connette con un pubblico globale.
Di seguito, cinque marchi pionieri che sono andati oltre le sfilate tradizionali, stabilendo nuovi standard su come moda, tecnologia e modeling si incontrano.
Badgley Mischka: La passerella come esperienza interattiva
Badgley Mischka ha dimostrato, durante la sfilata prêt-à-porter Autunno 2018, come la tecnologia possa connettere direttamente i brand con il pubblico. In collaborazione con SAP, il marchio ha introdotto l’app “Runway”, una piattaforma digitale personalizzata che permetteva agli ospiti di votare in tempo reale i loro look preferiti mentre apparivano in passerella. Questa innovazione ha trasformato la sfilata da esperienza passiva a dialogo dinamico tra brand e pubblico.
Per i modelli, ciò ha aggiunto una dimensione completamente nuova alla passerella. Ogni camminata non era più soltanto una performance per editor e buyer presenti in sala, ma diventava parte di un’esperienza globale guidata dai dati. Ogni movimento, outfit ed espressione contribuiva a un feedback in tempo reale in grado di influenzare le future decisioni di design. Dal punto di vista di un’agenzia di modelli, questa tecnologia offre informazioni senza precedenti sulle preferenze del pubblico, rendendo più semplice individuare volti, stili e presentazioni che risuonano maggiormente con i consumatori.
L’approccio di Badgley Mischka evidenzia come gli strumenti digitali stiano rimodellando il business del modeling. Oggi il successo in passerella non è più misurato solo in termini di prestigio o copertura editoriale, ma anche attraverso metriche di engagement, risposta online e portata digitale. Ciò rappresenta un passaggio verso un ecosistema della moda più integrato, in cui creatività, performance e dati coesistono.
Ralph Lauren: Storytelling digitale e tradizione della passerella
La presentazione di Ralph Lauren alla New York Fashion Week del settembre 2018 ha dimostrato come la tecnologia possa arricchire la narrazione senza oscurare la tradizione. Ambientata a Central Park, la sfilata presentava grandi schermi digitali con immagini d’archivio accanto alla collezione più recente, fondendo l’eredità del brand con una narrazione visiva contemporanea. L’esperienza si è estesa oltre il luogo fisico grazie a un’app dedicata che offriva contenuti esclusivi, streaming live e accesso al dietro le quinte.
Per i modelli, questo tipo di presentazione richiede più delle sole competenze tecniche da passerella: richiede la capacità di esibirsi in un ambiente cinematografico in cui luci, immagini e fondali digitali diventano parte della storia. Il risultato è una forma di modeling più espressiva, in cui presenza ed emozione vengono amplificate dalla tecnologia.
Dal punto di vista delle agenzie di modelli, l’approccio di Ralph Lauren sottolinea l’importanza dell’adattabilità. Con presentazioni sempre più multimediali, le agenzie cercano modelli in grado di passare con naturalezza tra passerelle tradizionali, campagne digitali e ambienti interattivi. Questa evoluzione amplia le opportunità di carriera, ma aumenta anche le aspettative di versatilità, performance e professionalità sia negli spazi fisici che virtuali.
Honee: La robotica ridefinisce il ruolo del modello
Uno dei momenti più discussi della tecnologia nella moda si è verificato quando il brand londinese Honee ha introdotto un robot in passerella alla London Fashion Week. Sviluppato in collaborazione con l’azienda di robotica OhmniLabs e la piattaforma blockchain Kambria, il robot è apparso adornato di cristalli, con un tablet al posto del volto, mettendo in discussione l’idea convenzionale di ciò che può essere un “modello”.
Questa mossa audace è stata molto più di uno spettacolo visivo. Ha sollevato domande fondamentali su identità, creatività e futuro del modeling. La tecnologia può diventare essa stessa una performer? Entità digitali o robotiche possono coesistere con modelli umani in passerella? Per il pubblico e per le agenzie di modelli, la presentazione di Honee ha offerto uno sguardo su un futuro in cui la performance di moda potrebbe non essere più limitata ai soli corpi umani.
Piuttosto che sostituire i modelli umani, questi esperimenti sottolineano l’ampliamento delle possibilità narrative della passerella. Per le agenzie, il messaggio non è competizione con la tecnologia, ma opportunità: i brand che abbracciano l’innovazione cercano anche modelli capaci di adattarsi a formati non convenzionali, interagire con nuove tecnologie e incarnare concetti creativi che vanno oltre la presentazione tradizionale della moda.
Balenciaga: Ambienti immersivi che trasformano la passerella
La sfilata Primavera/Estate 2018 di Balenciaga ha ridefinito il rapporto tra spazio, tecnologia e performance. Il brand ha costruito un tunnel digitale a 360 gradi, creando un ambiente caleidoscopico che cambiava colore, movimento e intensità a ogni passaggio dei modelli. La passerella è diventata un’installazione digitale vivente, che reagiva visivamente al movimento e trasformava la percezione sia dell’abito sia del performer.
Per i modelli, questo ambiente richiedeva una maggiore consapevolezza e presenza. Camminare in un contesto simile non significa solo postura e ritmo, ma diventare parte di una composizione visiva più ampia. Corpo, abito e ambiente digitale si fondono in un’unica narrazione.
Dal punto di vista di un’agenzia di modelli, l’innovazione di Balenciaga dimostra come il lavoro in passerella stia diventando sempre più interdisciplinare. I modelli più richiesti sono quelli in grado di muoversi in set complessi, adattarsi a tecnologie immersive e trasmettere emozioni in spazi concepiti come esperienze artistiche piuttosto che come palcoscenici convenzionali. Questa evoluzione sta spingendo i confini di ciò che il modeling rappresenta, trasformandolo in un ibrido tra moda, performance artistica ed espressione digitale.
Issey Miyake: I droni come parte della performance di moda
La maison giapponese Issey Miyake ha presentato una delle integrazioni tecnologiche più sorprendenti nella storia recente delle sfilate durante lo show Primavera/Estate 2020. In una performance coreografata, dei droni sono scesi sulla passerella per consegnare direttamente i capi ai modelli. L’atto di vestirsi è diventato parte dello spettacolo stesso, trasformando la moda in una performance tecnologica dal vivo.
Questa presentazione innovativa ha sfumato i confini tra moda, ingegneria e teatro. Per i modelli, l’esperienza ha richiesto precisione, adattabilità e fiducia nella coreografia tecnologica circostante. I capi non venivano semplicemente indossati: venivano introdotti in modo dinamico, rafforzando l’idea che la moda possa essere al tempo stesso funzionale ed esperienziale.
Per le agenzie di modelli, questo momento evidenzia come il futuro del modeling si stia espandendo oltre i parametri convenzionali. Le agenzie devono ora preparare i talenti non solo per le passerelle standard e i servizi fotografici, ma anche per performance che coinvolgono tecnologie avanzate, interazione dal vivo e design sperimentale. La capacità di rimanere composti, espressivi e professionali in tali ambienti sta diventando una caratteristica distintiva dei modelli moderni.
Cosa significa questo cambiamento tecnologico per l’industria del modeling
Come dimostrano questi cinque brand, la tecnologia non è più un elemento marginale nella moda: è centrale nel modo in cui le collezioni vengono concepite, presentate e consumate. Questa trasformazione ha implicazioni profonde per l’industria globale del modeling e per il ruolo delle agenzie di modelli.
In primo luogo, sta cambiando il modo in cui i talenti vengono scoperti e sviluppati. Le agenzie cercano sempre più modelli capaci di esibirsi con sicurezza su più piattaforme: passerelle dal vivo, campagne digitali, installazioni immersive e presentazioni virtuali. La sola presenza fisica non basta più; adattabilità, espressione emotiva e competenza digitale stanno diventando abilità essenziali.
In secondo luogo, la tecnologia sta ampliando la portata della moda. Le sfilate che un tempo raggiungevano solo un pubblico selezionato di buyer ed editor ora coinvolgono spettatori globali in tempo reale. Questa visibilità crea nuove opportunità per i modelli di costruire profili internazionali, permettendo al contempo alle agenzie di misurare la risposta del pubblico, monitorare l’engagement e affinare le strategie di casting basandosi sui dati oltre che sull’estetica.
In terzo luogo, la fusione tra moda e tecnologia sta ridefinendo il concetto di identità in passerella. Dai performer robotici agli ambienti virtuali, l’immagine tradizionale della sfilata si sta evolvendo in qualcosa di più fluido, sperimentale e inclusivo. Lungi dal ridurre il ruolo dei modelli umani, questo cambiamento ne sottolinea l’importanza come ancoraggi emotivi all’interno di esperienze creative sempre più complesse.
Il futuro delle sfilate e del modeling
L’evoluzione delle presentazioni di moda riflette una trasformazione più ampia dell’industria. La tecnologia non sostituisce la creatività: la amplifica. Per i designer offre nuovi modi di raccontare storie. Per il pubblico, offre esperienze più ricche e immersive. E per i modelli e le agenzie di modelli, apre nuove frontiere di espressione, performance e visibilità globale.
Con il continuo sviluppo di strumenti digitali, intelligenza artificiale, robotica e ambienti immersivi, le sfilate di moda diventeranno probabilmente ancora più interattive e multidimensionali. Eventi ibridi, passerelle virtuali e campagne guidate dalla tecnologia coesisteranno con le presentazioni tradizionali, ridefinendo il modo in cui la moda viene vissuta nel mondo.
Ciò che rimane costante è il ruolo centrale del modeling nel dare vita a queste innovazioni. Qualunque sia il livello di avanzamento della tecnologia, è la presenza umana – il movimento, l’emozione e l’individualità dei modelli – a dare forza alla moda. Per ogni agenzia di modelli orientata al futuro, il percorso sta nel coltivare talenti capaci di prosperare all’incrocio tra creatività e innovazione.
Andando oltre le sfilate tradizionali, questi cinque brand non stanno solo ridefinendo la presentazione: stanno plasmando la prossima era della moda stessa. E al centro di questa trasformazione si trovano i modelli e le agenzie di modelli che traducono idee visionarie in esperienze vive, in movimento e indimenticabili.